Home NotizieBitcoin Box 3 rivoluzione: dal 2028 tassa sulle plusvalenze anche se non vendi #crypto #Olanda #FFFF

Box 3 rivoluzione: dal 2028 tassa sulle plusvalenze anche se non vendi #crypto #Olanda #FFFF

by Tatjana
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I parlamentari olandesi hanno approvato una riscrittura di rilievo della tassa di Box 3, la quota dell’imposta personale sui redditi che copre risparmi e investimenti. Il disegno di legge si intitola “Legge sul Rendimento Effettivo in Box 3” (in neerlandese: “Wet werkelijk rendement box 3”). Se il Senato olandese darà il via libera, dal 1º gennaio 2028 la tassa di Box 3 passerà a un’aliquota fissa del 36% su quanto il governo definisce rendimento effettivo dell’investitore.

Il cambiamento nasce da anni di pressione legale. Nel dicembre 2021 la Corte Suprema olandese ha stabilito che il vecchio sistema poteva violare diritti fondamentali sanciti dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, in quanto gravava su rendimenti presunti non realmente conseguiti. Sentenze successive hanno mantenuto la pressione sul governo. Con i tribunali che bocciavano le correzioni, i legislatori si sono trovati davanti a un problema: lo Stato aveva comunque bisogno di un metodo legale per applicare la tassa e salvaguardare il bilancio.

Il nuovo piano cerca di risolvere la questione tassando i risultati effettivi anziché una formula ipotetica. Secondo la versione aggiornata, il “rendimento effettivo” include entrate di cassa come interessi, dividendi e affitti. Comprende anche le variazioni di valore nel corso dell’anno per numerosi attivi, anche se il proprietario non vende. Ciò significa che la tassa può colpire “plusvalenze non realizzate”, dette anche guadagni su carta. Se qualcuno possiede azioni che aumentano di €10.000 in un anno, l’incremento di €10.000 viene considerato reddito imponibile, anche se le azioni restano in portafoglio.

È qui che il dibattito si fa acceso, soprattutto per chi detiene criptovalute. I prezzi delle crypto possono schizzare o crollare rapidamente; un contribuente potrebbe ricevere un’ingente richiesta di pagamento dopo un anno positivo, pur non avendo mai convertito le cripto in euro. I critici parlano di rischio di liquidità: la tassa pretende denaro contante quando il guadagno non è liquido. I sostentori replicano che lo Stato ha bisogno di un sistema funzionale e che la legge prevede strumenti per attenuare l’impatto.

Uno strumento importante è la nuova franchigia: l’importo esente viene eliminato e sostituito da un rendimento annuale esentato di €1.800 complessivo per tutti gli attivi in Box 3. Se il rendimento effettivo resta al di sotto di tale soglia, nulla è dovuto. Il testo introduce inoltre la riportabilità illimitata delle perdite: un’eventuale minusvalenza può essere trascinata avanti per compensare gli utili futuri, senza scadenza. Solo le perdite superiori a €500 rientrano nel meccanismo; quelle più piccole non sono utilizzabili. Secondo i legislatori, tali caratteristiche rendono la tassa meno severa per i piccoli risparmiatori e aiutano gli investitori a recuperare dopo fasi negative.

Alcuni attivi ricevono un trattamento differenziato. Per immobili e azioni in start-up qualificate si adotta un approccio da capital gain: l’incremento di valore è tassato al momento della vendita o alienazione, non annualmente. Gli altri redditi da tali attivi (fitto, dividendi) restano soggetti a tassazione nell’anno di percezione. Il governo ha scelto questa soluzione proprio per ridurre il rischio di liquidità: pagare ogni anno su attivi che non generano flussi costanti può essere difficile.

La riforma si inserisce in un sistema più ampio che divide il reddito personale in tre “box”. La Box 1 copre salari e la casa di abitazione, con aliquote progressive. La Box 2 riguarda la “partecipazione di rilievo” (almeno il 5% di un’impresa), con proprie aliquote. La Box 3 è la componente ora destinata al più ampio restyling e interessa chiunque detenga risparmi, azioni, obbligazioni, fondi o criptovalute residente in Olanda.

L’esposizione a cripto è uno dei motivi per cui il dibattito attira l’attenzione anche al di fuori degli addetti ai lavori. De Nederlandsche Bank ha rilevato che gli investimenti indiretti in criptovalute detenuti da società, istituzioni e famiglie olandesi hanno raggiunto circa €1,2 miliardi a fine ottobre 2025, contro €81 milioni di fine 2020. Il settore finanziario deteneva inoltre €113 milioni di crypto diretti al termine del terzo trimestre 2025. Nonostante la crescita, la banca centrale sottolinea che le crypto restano una fetta piccola del mercato titoli nazionale.

I legislatori hanno anche approvato un emendamento che riduce da cinque a tre anni il periodo di revisione della legge, per consentire interventi più rapidi in caso di problemi una volta in vigore. Diversi partiti favorevoli al testo dichiarano di non amare l’idea di tassare plusvalenze non realizzate; ritengono però che, dopo le sentenze, serva un quadro normativo e che ulteriori ritardi mettano a rischio i conti pubblici.

Il piano, per ora, non è definitivo: il Senato dovrà ancora votare. Se anche i senatori daranno il via libera, residenti e consulenti avranno circa due anni per prepararsi a una Box 3 che passerà da rendimenti presunti a rendimenti effettivi e che potrebbe colpire anche i guadagni su carta di numerosi attivi comuni.

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